Morto colpito da pugno, presunto aggressore sarà sentito dal giudice

Muore dopo pugno in faccia, presunto aggressore resta in carcere

Morto colpito da pugno, presunto aggressore sarà sentito dal giudice. Morto colpito da pugno, presunto aggressore in carcere, sarà sentito da giudice. La morte di Emanuele Tiberi, ucciso dal pugno sferrato all’alba di domenica da un coetaneo, darà speranza ad altre persone. Nella mattina del 30 luglio all’ospedale di Terni è stato eseguito l’espianto di organi dal 32enne originario di Norcia, che domenica pomeriggio è deceduto a seguito di emorragia cerebrale.

L’uomo era stato trasportato all’ospedale di Terni intorno alle ore 9 dall’ospedale di Spoleto in condizioni gravissime che poi si sono rivelate irreversibili. Le indagini intanto proseguono. Il suo coetaneo (C.S. 33 anni)  è stato arrestato per tentato omicidio.

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Il giovane dovrà ora rispondere di omicidio preterintenzionale. Il ragazzo, che ha qualche precedente di polizia, si trova rinchiuso nel carcere di Spoleto. Oggi, molto probabilmente, comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari che dovrà pronunciarsi sulla convalida dell’arresto effettuato domenica mattina dai carabinieri.

I militari, coordinati dal sostituto procuratore Vincenzo Ferrigno, sono al lavoro per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Alcuni testimoni sono stati già sentiti, sono coloro che all’alba di domenica si stavano intrattenendo davanti al pub, anche dopo la chiusura del locale dove i due avevano trascorso la serata. Nessuno ricorda di una lite. Tante le ipotesi al vaglio.

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