Autovelox Valnerina, residenti chiedono di spostarli a Terni

Autovelox Valnerina, residenti chiedono di spostarli a Terni

Doppio autovelox sulla Sp 209, chiesto limite fino a 60 km/h

📌 FLASH NEWS – Il Comitato Residenti Valnerina chiede di spostare gli autovelox di Papigno e Torre Orsina e propone, in alternativa, di trasferirne uno a Terni e alzare a 60 km/h il limite per quello restante lungo la Sp 209 Valnerina.


Il Comitato Residenti Valnerina torna sulla presenza degli autovelox lungo la Strada Provinciale 209 Valnerina, nel territorio comunale di Terni, chiedendo una diversa distribuzione degli impianti e una revisione dei limiti di velocità. La richiesta riguarda in particolare i dispositivi collocati nelle zone di Papigno e Torre Orsina, lungo un tratto di circa quattro chilometri.

Secondo il Comitato, la concentrazione di due autovelox in una porzione così limitata della Sp 209 determinerebbe un controllo eccessivamente concentrato sulla Valnerina rispetto al resto della rete stradale comunale. I residenti sostengono infatti che sulle altre strade del Comune di Terni siano presenti complessivamente soltanto altri tre dispositivi.

La proposta avanzata prevede diverse possibilità: trasferire entrambi gli autovelox di Papigno e Torre Orsina in altre zone del territorio ternano oppure, in alternativa, spostarne uno a Terni e innalzare a 60 chilometri orari il limite di velocità in corrispondenza dell’impianto che rimarrebbe sulla Valnerina.

Il Comitato contesta la concentrazione dei controlli

La posizione espressa dai residenti parte dal confronto tra i quattro chilometri interessati dai due dispositivi e l’estensione complessiva delle strade del territorio comunale.

Per il Comitato si tratterebbe di una distribuzione sproporzionata, con conseguenze soprattutto per lavoratori, studenti e pensionati che utilizzano quotidianamente la Sp 209 per raggiungere Terni.

Nella nota viene inoltre richiamata la questione della sicurezza sulle altre arterie cittadine. Il Comitato fa riferimento ai gravi incidenti verificatisi nelle ultime settimane sulle strade di Terni e sostiene la necessità di una più ampia analisi della circolazione e dei punti nei quali i controlli elettronici della velocità potrebbero risultare maggiormente necessari.

La richiesta, dunque, non è quella di eliminare in generale l’utilizzo degli autovelox, ma di ridistribuire gli strumenti di controllo secondo le esigenze individuate dai residenti.

La proposta sul limite dei 60 chilometri orari

Un altro punto riguarda l’attuale limite di 50 chilometri orari nel tratto controllato. Secondo il Comitato Residenti Valnerina, l’impostazione originaria del sistema, nato come Tutor, sarebbe ormai superata rispetto alle caratteristiche della strada.

I residenti sostengono che la strada extraurbana sarebbe in grado di sostenere velocità superiori e chiedono, nell’ipotesi in cui uno dei dispositivi dovesse rimanere, di portare il limite ad almeno 60 chilometri orari.

La nota ricorda che l’originario sistema Tutor poteva essere collegato alla necessità di contenere la velocità in prossimità dei centri abitati attraversati. Il Comitato ritiene però che la presenza di due controlli nell’arco di quattro chilometri abbia oggi un impatto particolarmente rilevante sugli automobilisti che percorrono quotidianamente la Valnerina.

Collestatte Piano indicato come punto da tutelare

Nell’analisi proposta dai residenti viene individuato Collestatte Piano come il centro abitato nel quale sarebbe maggiormente giustificata una velocità ridotta.

Per questa zona il Comitato propone l’eventuale installazione di una cabina velox, richiamando come esempio i sistemi presenti nei territori di Montefranco e Ferentillo.

Secondo i promotori della richiesta, questa soluzione consentirebbe di mantenere un presidio finalizzato alla riduzione della velocità nel tratto ritenuto più sensibile, evitando allo stesso tempo la concentrazione degli attuali dispositivi di Papigno e Torre Orsina.

La sicurezza stradale rimane quindi uno degli elementi centrali della proposta, ma il Comitato chiede che gli strumenti di rilevazione vengano distribuiti in funzione delle caratteristiche delle diverse arterie e dei centri abitati.

Le critiche all’ex sistema Tutor

La nota interviene anche sulle caratteristiche tecniche degli impianti. Secondo quanto riferito dal Comitato, gli autovelox di Papigno e Torre Orsina sarebbero costantemente attivi e capaci di rilevare le infrazioni a distanza e in entrambi i sensi di marcia.

I residenti considerano questi dispositivi più incisivi rispetto alle cabine velox e contestano anche la precedente scelta di acquistare un sistema Tutor dal costo indicato in 300 mila euro, sottolineando come sistemi di questo genere siano generalmente associati alle autostrade.

Il Comitato giudica non adeguata la scelta di aver destinato un sistema con tali caratteristiche a una strada provinciale. Si tratta, tuttavia, della posizione espressa dai residenti nella nota diffusa sulla questione.

Il nodo della Cascata delle Marmore e del turismo

Un altro aspetto sollevato riguarda la posizione degli impianti rispetto alla Cascata delle Marmore. I due autovelox sono collocati prima e dopo una delle principali aree attraversate dal traffico diretto verso la zona turistica.

Il Comitato riferisce che anche alcuni esercenti locali avrebbero chiesto più volte lo spostamento dei dispositivi, ritenendoli penalizzanti per i flussi turistici.

Nella nota viene inoltre sostenuto che si sarebbe registrato un calo delle presenze turistiche. Il Comitato collega questa situazione anche alla presenza dei controlli, senza tuttavia fornire nel documento dati quantitativi a sostegno di tale collegamento.

I residenti criticano quindi l’atteggiamento dell’amministrazione comunale di Terni, accusandola di non aver prestato sufficiente attenzione alle richieste provenienti dalla Valnerina.

Le strade secondarie utilizzate per evitare i controlli

Tra le conseguenze segnalate dal Comitato c’è anche il presunto spostamento di parte del traffico verso percorsi alternativi. Secondo i residenti, alcuni automobilisti sceglierebbero infatti strade secondarie per evitare gli autovelox presenti lungo la Sp 209.

Viene citato in particolare il caso della Strada della Romita, dove il traffico sarebbe aumentato sensibilmente.

Il Comitato sostiene che questa arteria non sia adatta a sostenere consistenti flussi di veicoli e segnala la presenza di incidenti, di diversa gravità, collegando le criticità anche alle caratteristiche della strada.

Questo fenomeno viene indicato come un ulteriore elemento da prendere in considerazione nel valutare la distribuzione dei controlli elettronici sulla velocità.

La questione entrerà anche nel confronto elettorale

Il Comitato Residenti Valnerina annuncia infine l’intenzione di portare la questione nel dibattito politico in occasione delle prossime elezioni comunali di Terni.

Ai candidati alla carica di sindaco sarà chiesto di esprimersi sulla proposta di spostare entrambi gli autovelox di Papigno e Torre Orsina.

La richiesta avanzata dai residenti punta quindi a riaprire il confronto sulla gestione degli impianti lungo la Strada Provinciale 209, sulla distribuzione dei controlli nel territorio comunale e sull’attuale limite di velocità.

Il Comitato propone come soluzione principale il trasferimento dei due dispositivi verso altre strade di Terni oppure, come alternativa, lo spostamento di uno degli autovelox e l’innalzamento a 60 chilometri orari del limite nell’area dell’impianto restante. Una posizione che i residenti intendono sottoporre anche ai futuri candidati alla guida dell’amministrazione comunale.

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