Visita educativa nel centro di Borgo Cerreto, in Umbria
Una mattinata immersiva tra scienza, ambiente e territorio. Gli studenti della scuola media di Vallo di Nera hanno preso parte a un’attività didattica all’interno del Centro ittiogenico regionale di Borgo Cerreto, struttura strategica per la conservazione della fauna ittica autoctona.
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di educazione ambientale promosso dalla Regione Umbria in collaborazione con Afor. Obiettivo: avvicinare le nuove generazioni ai temi della tutela degli ecosistemi fluviali e della salvaguardia delle specie locali, con particolare attenzione alla trota mediterranea.
Un percorso tra ricerca e conservazione
Durante la visita, studenti e docenti sono stati accompagnati dal personale tecnico che ha illustrato le attività quotidiane del centro. Al centro dell’approfondimento, il programma di recupero della trota mediterranea, specie simbolo della biodiversità fluviale umbra e oggi soggetta a importanti interventi di protezione.
Il progetto si sviluppa nell’ambito delle azioni previste da Life Image, iniziativa di respiro europeo che punta alla conservazione delle specie autoctone attraverso strategie integrate di ricerca, allevamento e reintroduzione. Fondamentale il supporto scientifico del Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Perugia.
Osservazione diretta delle fasi di crescita
Gli studenti hanno potuto osservare da vicino l’intero ciclo vitale della specie. Dalle prime fasi di sviluppo degli avannotti nati nel corso dell’anno, fino agli esemplari più maturi destinati alla riproduzione. Un’esperienza concreta che ha permesso di comprendere in modo immediato le dinamiche biologiche e le tecniche di allevamento utilizzate.
L’attività ha reso tangibile il lavoro di conservazione portato avanti nel centro, evidenziando la complessità delle operazioni necessarie per garantire la sopravvivenza della specie in ambienti naturali sempre più fragili.
Educazione ambientale e consapevolezza
L’esperienza è stata resa ancora più efficace dal lavoro preparatorio svolto in classe. Gli studenti avevano già affrontato lo studio degli aspetti biologici ed ecologici della trota mediterranea, oltre alle tecniche di gestione degli impianti ittici.
Questo ha consentito una partecipazione attiva e consapevole, trasformando la visita in un momento di approfondimento reale e non solo teorico. Il contatto diretto con il contesto operativo ha rafforzato la comprensione dei contenuti e stimolato l’interesse verso le tematiche ambientali.
Un investimento sulle nuove generazioni
L’iniziativa rappresenta un tassello significativo nelle politiche di sensibilizzazione ambientale promosse a livello regionale. La trasmissione di conoscenze e valori legati alla tutela del patrimonio naturale viene considerata una leva fondamentale per costruire una cittadinanza più consapevole.
In questa direzione, si inserisce anche la possibilità, attualmente in fase di valutazione, di coinvolgere gli studenti nelle future attività di immissione delle trote nel fiume Nera. Un passaggio operativo che consentirebbe ai ragazzi di partecipare direttamente alle azioni di ripopolamento.
Il legame tra scuola, territorio e istituzioni si consolida così attraverso esperienze concrete. La tutela della biodiversità diventa un processo condiviso, capace di unire formazione, ricerca e partecipazione attiva.

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