I Monaci di Norcia, sperando in una primavera anticipata…

Pian piano i lavori stanno iniziando con lo sgombero delle macerie dal pavimento della Basilica

I Monaci di Norcia, sperando in una primavera anticipata...

I Monaci di Norcia, sperando in una primavera anticipata…

Cari Amici,
Quando arriva la festa di Santa Scolastica, il 10 febbraio, la gente di Norcia riesce a capire se sta arrivando la primavera, o se continua l’inverno. Se le rondini garriscono sotto i tetti, la primavera è alle porte. Questo dice la saggezza popolare. Noi speriamo che la primavera arrivi presto, soprattutto dopo quello che è stato l’inverno più freddo e più nevoso da almeno 16 anni a Norcia. Le nostre tubature si sono congelate subito dopo l’Epifania e così sono rimaste per circa 10 giorni. Senz’acqua corrente, ci siamo dovuti trasformare in monaci pionieri. Provate ad immaginare in che genere di avventure siamo incorsi qui in mezzo ai boschi, senza acqua corrente al monastero! In più, un branco di lupi ha iniziato a fare visite notturne, forse per la preghiera! Dal suono degli ululati abbiamo capito che dovevano essere a non più di 50 metri di distanza.

Altri animali erano stati avvistati il giorno della festa di Sant’Antonio, il 18 gennaio. La festa di Sant’Antonio abate è tradizionalmente la festa in cui a Norcia gli animali vengono benedetti. Fuori dalla chiesa parrocchiale di fortuna, che poi altro non è che una tenda, cavalli, asini, cani e gatti, hanno aspettato mentre veniva celebrata la Messa. Tutti i monaci erano presenti, perché il grande Padre Abate è anche il patrono delle monache benedettine della città, il cui convento è anch’esso gravemente danneggiato.

È stato bello rivedere le nostre sorelle vestite dei loro abiti neri e dei veli, in ricordo di una ricorrenza un tempo abituale a Norcia. Mentre celebrare la Messa nella tenda ci ricorda, ahimè, quanto disastrosa sia la situazione nella regione, mantenere le tradizioni locali fa sperare alla gente che un giorno la vita tornerà alla normalità.

Anche gli incontri annuali come il Gala di Chesterton sono occasioni di grande felicità. Quest’anno io e Padre Cassiano abbiamo rappresentato il monastero a San Benedetto del Tronto, durante la cena di sostegno alla formazione classica che la Scuola Chesterton offre ad alcuni studenti della zona, molti dei quali venivano alla Basilica una volta al mese (un’ora e mezza di macchina) per la messa solenne della domenica. Quello che noi monaci cerchiamo di fare nella nostra vocazione, con la preghiera e la conversione, la Scuola Chesterton lo fa con l’insegnamento e la cura degli studenti: tutto per Dio.

Pian piano i lavori stanno iniziando con lo sgombero delle macerie dal pavimento della Basilica. Anche se ci vorranno anni prima che si riesca a farvi ritorno, tutti i monaci sono ansiosi di assistere ai lavori di ricostruzione affinché i Canti Gregoriani e l’incenso possano nuovamente uscire dalla polvere di quelle rocce ed essere offerti a Dio.

Pax Christi,
Padre Benedetto Nivakoff, O.S.B.
Priore
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