Cascia, la processione del Venerdì Santo

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da lavalnerina.it
Grazie alla “Processione del Cristo Morto”, il centro storico della città di Santa Rita ha fatto rivivere nella serata di ieri un’antichissima tradizione, una tra le più sentite e amate dalla popolazione e dai turisti, che sono disposti a percorrere anche molti kilometri e attraversano l’Italia da ogni località per partecipare al suggestivo evento.

Con l’arrivo della Pasqua, in tutta la Valnerina, la sera del Venerdì Santo è infatti dedicata alle rievocazioni della Passione di Cristo, una tradizione antichissima che ogni anno ritorna con maggior vigore ad animare i luoghi di culto, le piazze e i centri storici.

Momenti di inimmaginabile emozione e trasporto, in grado di unire la comunità e richiamare una moltitudine di turisti, che prendono parte in prima persona alle processioni, per vivere sulla propria pelle questa potente esperienza mistica.

E’ così che le Processioni sono diventate uno tra i momenti di maggiore coinvolgimento e spiritualità della Settimana Santa, simbolo di un’importante memoria collettiva. Al calar delle notte, Cascia illuminata dalla sola luce di torce e fiaccole, ha così ricreato quell’atmosfera unica di contrizione e venerazione.

La processione, organizzata dalla Confraternita della Buona Morte, è iniziata come di consueto dalla Chiesa di Santa Maria alle 21:30, da dove i figuranti hanno intrapreso il cammino lungo circa 4 kilometri, che ha attraversato le vie principali, le due piazze, il centro storico per poi culminare nella Basilica di Santa Rita. La sfilata, che viene eseguita da ogni figura a piedi nudi, è stata aperta dalla prima delle stazioni della Via Crucis che, dipinte su vari stendardi, si drammatizzano in una sacra rappresentazione, grazie a uomini e donne che si impegnano a rappresentare le figure che replicano l’evento.

In questa notte carica di misteri, molto toccante è il passaggio dei quattro soldati romani che proteggono la bara di Gesù, la statua della Madonna vestita di nero con le sette spade, la Reliquia e il feretro del Cristo, trasportato a spalla. Precedono i Penitenzieri incappucciati, con la croce in spalla e le catene legate ai piedi nudi, il cui strisciare impetuoso conferisce ritmo e maggiore coinvolgimento emotivo al cammino.

Ad accompagnare i figuranti, anche i cantori, il grido lamentoso delle Marie e la Banda “Giovanni e Donato da Cascia”, diretta dal Maestro Francesco Montani, che suona solenni marce funebri e le musiche composte da diversi autori.

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